SANITA’. Sull’ospedale di Malcesine un silenzio assordante da parte dell’assessore regionale Coletto: quali sono le reali intenzioni sulla struttura dell’alto-Garda?
Venezia, 6 febbraio 2018
“Il silenzio e l’omertà politica dimostrata nuovamente ed anche in questa fase dall’assessore Coletto, contribuiscono ad alimentare dubbi sulla reale volontà di puntare ed investire sulla struttura di Malcesine. Finisca l’era degli annunci mediatici ed inizi quella dei fatti”. È decisamente duro l’intervento del consigliere regionale Andrea Bassi Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà che da oltre un anno e mezzo attendeva risposta ad una sua interrogazione.
“Ritengo semplicemente vergognoso che un’interrogazione a risposta scritta del 21 aprile 2016 non abbia ancora avuto risposta, né scritta né orale, al 6 febbraio 2018. Il testo di allora – ricorda Bassi – chiedeva conto di che fine avessero fatto i 3.162.000 euro deliberati dal Direttore Generale, avv. Alessandro Dall’Ora, per gli interventi sulla struttura di Malcesine per tre tipologie di interventi: adeguamento anti-incendio, sostituzione dei serramenti e sistemazione impianto gas medicali. Quel progetto, infatti, venne poi sospeso e ritirato al ribasso dal nuovo Direttore Generale, dott. Pietro Girardi, che finanziò lavori (conclusi poche settimane fa) per soli 860.000 euro ed aventi sostanzialmente ad oggetto il solo adeguamento antincendio, ‘dimenticandosi’ per esempio dei serramenti che risalgono alla seconda metà del secolo scorso”.
“Non solo. In una struttura – denuncia il consigliere regionale veronese – frequentata da chi sta eseguendo riabilitazioni ortopediche e chirurgiche, qualificata inoltre come Centro Nazionale di Riferimento per i poliomielitici, quindi da utenti che si muovono con stampelle e sedie a rotelle, sono stati segnalati delle mancanze imbarazzanti: nel Padiglione A. Non sono stati messi in sicurezza i bagni (pavimenti scivolosi, seggiolini per docce inesistenti e mancanza di doccini che costringe i pazienti a continui movimenti) e, nei due ambulatori, sono ancora presenti lettini di legno fissi appartenenti ad un’altra era che rendono un’agonia per medici, personale infermieristico e pazienti anche una semplice salita sugli stessi per una visita; nel reparto piscina non sono stati sostituiti seggiolini e maniglioni che giacciono ingialliti ed arrugginiti; nel Padiglione B non ci sono porte automatiche cosa incredibile in una struttura frequentata da persone con difficoltà motorie sia agli arti inferiori che superiori; non sono stati riparati e o sostituiti macchinari rotti o vetusti. E potrei continuare ancora”.
“Ma alla luce della forte riorganizzazione sanitaria in corso nel Baldo-Garda – Bassi continua – voglio sia fatta definitivamente chiarezza, non solo sul recente passato, ma soprattutto sul futuro. Ho chiesto che le domande che avevo posto siano ‘aggiornate’ agli eventi che nel frattempo si sono verificati e che siano integrate da altre. Sostanzialmente i punti su cui pretendo sia fatta chiarezza sono quattro:
1) Gli interventi sulla struttura di Malcesine sono finiti qui? Dove sono finiti i 2.300.000 euro ‘spariti’ tra il primo e il secondo progetto di ristrutturazione? Quando verranno sostituiti i serramenti e quando verrà eseguito l’adeguamento sismico?
2) È così che si pensa di rafforzare questo polo riabilitativo del Baldo-Garda da 80 posti letto di riabilitazione Ortopedica e Cardiologica, nonché a disposizione dei pazienti del Centro Polio? Senza alcun ulteriore investimento nella struttura, nel materiale sanitario e nel personale? È così che si pensa di fare concorrenza ad Arco (che crea una considerevole mobilità passiva per i bilanci veneti) o ad altre strutture riabilitative già presenti sul territorio dell’Ulss 9?
3) Alla luce della recentissima scelta di riconvertire Bussolengo da ospedale per acuti a centro riabilitativo (con 40 posti letto di non specificate attività riabilitative), le attività presenti a Malcesine sono confermate in toto? Senza investimenti degni di questo nome, i due progetti rischiano di essere entrambi troppo deboli ed essere spazzati via dalla concorrenza, che sempre più spesso arriva dal privato che ha fondi decisamente superiori a disposizione e regole di riferimento ben più flessibili;
4) L’importante protocollo tra presidio sanitario di Malcesine e ospedale di Rovereto per l’emergenza/urgenza, di cui sabato 11 novembre 2017 l’assessore Coletto aveva annunciato a mezzo stampa l’approvazione, a che punto è? Come mai, dopo la ratifica della convenzione da parte della Provincia Autonoma di Trento, annunciata sempre a mezzo stampa il 4 gennaio 2018, non c’è ancora l’accordo operativo tra l’Ulss veronese e l’Ulss trentina?”