L’Assessore Ridolfi si informi prima di parlare a vanvera.
Venezia, 16 maggio 2018.
“Bussolengo, una nuova moschea in Largo Salvo d’Acquisto 24: non una questione religiosa ma di legge. Come spesso è accaduto nel passato, per coprire la propria non conoscenza di una materia, l’assessore Ridolfi risponde con argomenti fuorvianti per spostare l’attenzione dal tema principale”. Non si sottrae allo scontro il consigliere regionale Andrea Bassi, sul dibattito innescato dall’apertura del nuovo centro di preghiera inaugurato sabato scorso a Bussolengo.
“Nel caso di specie, il fatto è che dall’aprile 2016 – spiega Bassi – esiste una legge (LR 12 del 12 aprile 2016) che affida ai comuni il compito di individuare all’interno del proprio territorio le aree idonee a ospitare luoghi di culto, qualsiasi esso sia. Il comune di Bussolengo ha fatto questo provvedimento? No. E in questo caso cosa succede? Succede che chiunque voglia aprire un centro di questo tipo lo può fare solo nelle aree per servizi, già individuate dal piano regolatore comunale. L’immobile di Largo Salvo D’Acquisto 24 è in un’area a servizi? No! Ergo, il centro lì non ci può stare e il comune deve intervenire. A nulla serve la ridicola giustificazione che trattasi di un contratto tra privati: se un privato affitta ad un altro privato un immobile per farne per esempio un casinò clandestino, vuol dirmi che il comune non interverrebbe?”
“La dimostrazione poi che non si tratta di una battaglia religiosa ma di puro rispetto delle regole – ci tiene a chiarire il consigliere bussolenghese – è che sul territorio esistono già altre situazioni del genere, insediate prima dell’aprile 2016 (data di entrata in vigore della nuova legge) sul quale non ho chiesto di intervenire, perché su quelle il comune nulla può. Mi riferisco, a titolo esemplificativo, al centro di preghiera islamico presente in zona industriale a Bussolengo che tra l’altro, da quel che so, non ha mai creato alcun problema”.
“Per ultimo – conclude Bassi – ritengo incredibile l’affermazione dell’assessore nel sostenere che il responsabile del centro era in una delle liste collegate al candidato sindaco Massimo Girelli nel 2013. E questo cosa c’entra? A prescindere dalla mia conoscenza o meno del signor Bendra, una persona può essere un amico o un nemico, ma se non rispettano le leggi vanno messi entrambi sullo stesso piano. L’assessore Ridolfi, ai fini dell’applicazione delle leggi, è forse abituata ad usare due pesi e due misure?”