Venezia 24 settembre 2014 – Nell’ottica di conoscere a approfondire realtà e iniziative innovative nel settore della mobilità sostenibile vivo interesse da parte della commissione Trasporti del Consiglio regionale del Veneto verso il progetto Hoxy presentato stamane da Zuccato Energia, società veronese che si occupa di energie rinnovabili e risparmio energetico e che ha messo a punto una nuova metodica per recuperare ossigeno e idrogeno dal ciclo di combustione che avviene a motore acceso.

Andrea Bassi (Lega), presidente della commissione, nel manifestare apprezzamento per il progetto, ha auspicato che la sperimentazione in atto possa dare presto i risultati attesi e offrire ai gestori e alle aziende del trasporto pubblico una metodologia sicura ed economica per abbattere il consumo di carburanti e salvaguardare l’ambiente. Diego Bottacin (gruppo misto) ha sollecitato un intervento della Regione presso ministero per ottenere l’omologazione temporanea, in modo che la Zuccato Energia non sia costretta a rivolgersi ad altri Paesi per realizzare su scala industriale il proprio motore a recupero di idrogeno. Il progetto Hoxy, è stato illustrato alla commissione dall’amministratore unico della Zuccato Energia Alessandro Zuccato e dal ‘padre’ del progetto Stefano Corsi. Si tratta di un sistema innovativo che si applica a motore acceso ai veicoli con cilindrata compresa tra i 3 mila e i 18 mila cc e, consente di abbattere i consumi di combustibili e l’inquinamento atmosferico da CO2 e gas di scarico.

Il progetto, ancora in attesa di omologazione e brevetto ma già in corsa per accedere ai finanziamenti del programma europeo Horizon 2020, è in fase di sperimentazione al Parco scientifico tecnologico di Verona, grazie a due convenzioni già sottoscritte con Fai e Coldiretti-Federazione pesca e agli accordi siglati con due aziende di trasporto pubblico a Verona e nella Marca. Le prime sperimentazioni– ha spiegato Corsi – hanno dimostrato minor consumo di carburante tra il 12 e il 17 per cento, minori emissioni in atmosfera di CO2 per il 7 per cento, l’abbattimento pressochè totale di altri inquinanti, un risparmio di almeno 3 mila di litri di carburante all’anno per ogni singolo autobus, con un beneficio quantificabile in centinaia di migliaia di euro per le ‘flotte aziendali’. Una simulazione condotta su una flotta di 134 mezzi pubblici ha prodotto un risparmio di 234 mila euro l’anno. Al termine della presentazione Bruno Pigozzo (Pd), vicepresidente della commissione, ha valutato positivamente le applicazioni del nuovo dispositivo al trasporto pubblico locale, sottolineandone i vantaggi per i bilanci aziendali, l’ambiente e gli utenti. “Mi auguro – ha aggiunto – che la sperimentazione possa accedere ai fondi comunitari 2014-2020 per la mobilità sostenibile. La Regione Veneto non potrà erogare in via diretta un contributo all’azienda produttrice, ma potrà agire in maniera indiretta istituendo un bonus di virtuosità per le aziende che decideranno di avvalersi del nuovo dispositivo”.