Venezia, 24 novembre 2014 – Che il Piano Casa fosse uno strumento rispondente alle necessità dei cittadini, lo dicevano già i dati sulla sua applicazione in Veneto. Che sia pienamente legittimo e assolutamente rispettoso dei vincoli e delle tutele in vigore, lo conferma una volta di più questa sentenza della Corte Costituzionale. Non avevo nessun dubbio perché lo avevamo sempre sostenuto, anche con chi ha voluto andare contro l’evidenza.
Venerdì è arrivata la sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito la legittimità della legge (n. 32/2013) che ha approvato la terza edizione del Piano Casa regionale. La pronuncia della Consulta segue di poco la sentenza del TAR del Veneto che ha invalidato la delibera del comune di Asiago che si opponeva all’applicazione del Piano Casa regionale sul suo territorio.
Fin dall’introduzione di questo strumento normativo, è sempre stato ribadito nello spirito e nella lettera che non si va minimamente a toccare il patrimonio vincolato puntando invece al miglioramento dell’esistente e, come obiettivo generale, alla riduzione del consumo di suolo, con particolare riferimento alla possibilità di demolizione dei fabbricati esistenti in zone a rischio idraulico e idrogeologico con ricostruzione in zone proprie. Per tutti questi contenziosi, resta il disappunto perché non hanno e non hanno mai avuto ragion d’essere.
Infine, non va trascurato il fatto che la sua applicazione in Veneto ha visto la presentazione di circa 70 mila domande, attivando investimenti pari a circa 3 miliardi di euro e come stimato dalla Associazioni di categoria circa 20.000 posti di lavoro salvati evitando la chiusura di 7.000 piccole imprese.
Allego qui sotto la sentenza 259/2014 depositata il 20.11.2014 con la quale è stata ritenuta legittima la legge della Regione Veneto n. 32 del 29.11.2013 cosiddetto terzo piano casa >>> SENTENZA 259.2014 CORTE COSTITUZIONALE