Cattura2Venezia, 30 dicembre 2014 – «L’Unione Veronese Tartaro Tione è attiva già da prima che venissero fissate le norme per l’associazionismo obbligatorio con la legge regionale 18/2012 e un suo eventuale scioglimento porterebbe a una dispersione dei risultati, delle specificità e degli obiettivi raggiunti nel tempo. Pertanto, stamane ho presentato un progetto di legge per inserire una ulteriore deroga rivolta alle unioni già esistenti e che, a causa del recesso di uno o più comuni, non raggiungono il limite demografico mimino fissato dalla legge regionale 18/2012». E’ quanto afferma il consigliere veronese leghista Andrea Bassi, firmatario di un provvedimento volto a modificare la legge regionale n. 18 del 27 aprile 2012, “Disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali”.
«Per risolvere un problema reale che affligge due piccoli comuni del veronese, Erbè e Trevenzuolo (virtuosi precursori della fusione di funzioni e servizi comunali), ieri in aula avevo presentato un emendamento alla legge in materia di turismo – spiega Bassi -. Ricordo che oltre 10 anni fa questi comuni assieme a quelli di Mozzecane, Vigasio e Nogarole Rocca, hanno fondato l’Unione Veronese Tartaro Tione: nel 2006 il comune di Mozzecane è uscito dall’Unione, seguito nel 2007 dal comune di Vigasio. Nel frattempo, nel 2012, con la legge numero 18, il Consiglio Regionale è intervenuto in maniera organica per disciplinare la materia anche e soprattutto allo scopo di incentivare le unioni e le associazioni di funzioni e servizi (soprattutto con riferimento ai piccoli comuni) stabilendo, tra le altre cose: 1) che queste unioni dovessero avvenire tra municipi il cui numero minimo di abitanti complessivo fosse di almeno 5.000; 2) che questo limite entrasse in vigore il 1/1/2015; 3) alcune deroghe al limite minimo dei 5.000 abitanti per i comuni montani e per le cosiddette isole alloglotte».

«Nel 2013, purtroppo, anche il comune di Nogarole Rocca è uscito dall’Unione Veronese Tartaro Tione – sottolinea il consigliere -. Ed ecco che qui nasce il problema: con l’uscita di Nogarole il dimensionamento dell’Unione (costituita ad oggi solo da Erbè e Trevenzuolo) risulta essere di 4.631 abitanti. Il paradosso quindi è che il primo clamoroso risultato pratico di una legge fatta per stimolare i piccoli comuni a consorziarsi ed unirsi è quello di far decadere una delle poche unioni di comuni già esistenti! Il mio emendamento aveva semplicemente lo scopo di inserire una ulteriore deroga ovvero quella rivolta alle unioni già esistenti che, a causa del recesso di uno o più comuni, dovessero andare sotto il numero minimo di 5.000 abitanti. Con un atteggiamento piuttosto arrogante del presidente dell’assemblea legislativa, e senza argomentare minimamente dal punto di vista giuridico la decisione, il mio emendamento è stato dichiarato inammissibile. Risultato? La cattiva politica unitamente alla connivente burocrazia lasciano sul campo un problema che inevitabilmente produrrà i suoi effetti tra soli due giorni».

«Per tale ragione – conclude Bassi – questa mattina ho comunque presentato un progetto di legge autonomo al fine di risolvere la questione, sperando che i tempi di intervento (assolutamente legittimo ed obbligatorio) del Prefetto siano lunghi e che quindi, invocando una via preferenziale, si riesca ad approvarlo entro il mese di gennaio».