Venezia, 28 gennaio 2015 – Una rappresentanza sindacale dei lavoratori della base operativa di Verona della compagnia aerea “Meridiana” è stata ricevuta oggi dalla Commissione Trasporti del Consiglio, presieduta da Andrea Bassi (LN). Nel corso dell’incontro, avvenuto mentre sotto la sede consiliare si svolgeva una manifestazione dei lavoratori, è stata evidenziata la gravissima crisi in cui si trova la compagnia, che ha annunciato, dopo la messa in mobilità di 300 lavoratori, altri 1364 esuberi. Di questi, 300 operano presso la base di Verona, attiva da quasi 20 anni e che ora rischia di essere cancellata con l’azzeramento dei livelli occupazionali. Le trattative per questa seconda fase inizieranno domani 29 gennaio presso il Ministero per lo Sviluppo Economico. “Quello che chiediamo alla Regione – ha sottolineato Rosario Cacciuottolo della rappresentanza sindacale – è che ci accompagni in questa trattativa, per non trovarci senza copertura politica rispetto ai colleghi delle basi di Olbia e Milano, per i quali le rispettive Regioni sono già intervenute. Non chiediamo favoritismi per i lavoratori veneti, ma solo che nella compilazione dei nominativi dei lavoratori in esubero si usino i criteri previsti dalla legge”. Risposta positiva alle richiesta è stata data dalla Commissione e dal suo Presidente il quale ha dichiarato che “quando 300 lavoratori, in questo caso veneti, rischiano il posto di lavoro la Regione sicuramente deve dare il più ampio sostegno alla loro battaglia. E’ chiaro – ha poi sottolineato – che in questo caso già come Commissione rendiamo disponibili per un documento che poi porteremo in approvazione in Consiglio, sollecitando nel contempo assessore e Presidente a dare il massimo supporto al tavolo delle trattative, che è naturalmente nazionale e dove dovremo battere i pugni. L’obiettivo che si pongono i lavoratori di Meridiana, ovvero che in caso di licenziamenti siano seguite le procedure di legge, è lecito e ampiamente condivisibile. Non venga in mente a nessuno di chiudere tout court per logiche politiche una base operativa piuttosto di un’altra, disconoscendo i diritti di anzianità acquisiti dai lavoratori”.
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