Venezia, 3 febbraio 2015 – “Smentisco, per quanto ho verificato già stamattina, che siano state concesse autorizzazioni da parte della Regione per l’apertura di un centro islamico in area industriale di Monteforte (materia nemmeno di competenza regionale peraltro): esiste solo un ‘Consiglio islamico di Verona’ iscritto all’Albo veneto delle Associazioni. Ma al di là di questo, chiedo al sindaco che si interessi alla vicenda, che si faccia consegnare dall’Associazione Islamica tutta la documentazione del caso, e che chiarisca chi ha autorizzato cosa”.
Il consigliere regionale leghista Andrea Bassi interviene così sul centro d’incontro che dovrebbe sorgere in zona artigianale a Monteforte d’Alpone (Verona), e che ospiterà una scuola di arabo e un doposcuola. “Ma non se ne parla neanche – dichiara Bassi -. Hanno pienamente ragione gli imprenditori dell’area, che sono giustamente arrabbiati per una decisione che prescinde da ogni buonsenso. Si parla di centinaia di persone che affluirebbero in un capannone usando parcheggi realizzati dai titolari delle aziende, e che potrebbero essere ben di più se, come molti sospettano, questo immobile potrebbe attrarre fedeli islamici anche da altri paesi. Inoltre il fabbricato è ad uso industriale, non religioso… e su questo il Comune può e deve intervenire per far rispettare i Piani vigenti. Ovviamente il cambio d’uso del capannone, nonché le attività che vi verrebbero svolte, comporterebbero esigenze del tutto particolari rispetto all’attuale fruizione dell’area”.
“Sono rimasto allibito – conclude Bassi – nel leggere che Chuaib Karim, portavoce dell’Associazione Islamica Unione, intende realizzare nel fabbricato corsi di arabo, e che questa per lui sia integrazione. Io personalmente preferirei che si insegnasse l’italiano, per aiutare gli arabi ad integrarsi, e che in italiano fossero anche le funzioni islamiche nelle moschee. Già queste dichiarazioni lasciano intendere le reali intenzioni dell’Associazione. L’integrazione è un’altra cosa: non si usi il pretesto di un centro culturale per creare un punto di indottrinamento islamico o peggio una moschea in un luogo e in un’area che non ne sono specificatamente deputati”.