Scrivo questo articolo per raccontarvi in modo specifico la riforma del trasporto pubblico in Veneto e anche perchè l’ho promesso ad un amico, Cristian, che era interessato a saperne di più. Gli ultimi 5 anni sono stati difficili per il settore del trasporto pubblico, caratterizzati da tagli dei finanziamenti nazionali e diminuzione dei contributi per le singole realtà locali. Tutto questo ha comportato una contrazione dei servizi per la popolazione e un pesante riflesso nei conti delle aziende di gestione. C’è da dire che in Veneto esisteva una consolidata disparità di trattamento tra le diverse province e questo ovviamente ha significato che zone come Verona risentissero ancor più della crisi. Ecco perchè mi sono impegnato e dopo due anni di lavoro e una dura battaglia, contro chi non voleva cedere i propri privilegi, finalmente a fine 2013 è stato varato un nuovo MODELLO di ripartizione su parametri scientifici e oggettivi(popolazione, densità e ampiezza territoriale, presenza di attrattori sovraterritoriali come università, aeroporti, fiere…..). Questo nuovo MODELLO, nonostante il persistere dei tagli (i finanziamenti dello Stato per il settore sono diminuiti di circa l’11%), ha consentito a Verona di ampliare la propria rete di servizi di ben 1.300.000 Km/anno. Inoltre anche i comuni che precedentemente contribuivano attraverso fondi propri al rinforzo del servizio di trasporto (Castel d’Azzano, S.Giovanni Lupatoto, Sona, Sommacampagna e Negrar ,oltre a San Zeno di Montagna e Brenzone per il servizio estivo), hanno potuto liberare risorse per altri servizi ai cittadini.
In realtà erano stati fatti dei cambiamenti anche prima dell’approvazione definitiva della riforma complessiva. Già nel 2012 avevo fatto inserire dei correttivi nel sistema di riparto (90% con il sistema storico e 10% con criteri di riequilibrio per aree sottofinanziate). Questi correttivi sono stati poi aumentati nel 2013, anno di transizione tra vecchio e nuovo sistema arrivando ad peso uguale tra sistema storico e sistema nuovo. Finalmente nel 2014 è entrato in vigore solo ed esclusivamente il nuovo metodo di ripartizione.
Questa tabella mostra chiaramente come, a parità di risorse stanziate dalla Regione (dal 2011 ad oggi ogni anno sono sempre circa 256mln), i finanziamenti erogati alla provincia di Verona per servizi urbani ed extra-urbani sono effettivamente aumentati negli anni. Sto parlando di circa un 20% in più, una cifra davvero considerevole che ha permesso notevoli miglioramenti nel servizio.
Nel prossimo articolo parlerò degli effetti che questa riforma ha avuto su Verona e Provincia.