Venezia, 26 febbraio 2015 – “Il sindaco di Monteforte d’Alpone prende atto formalmente che la Lega aveva ragione: nel capannone in zona industriale stava sorgendo una vera e propria moschea. Finalmente ha aperto gli occhi e ha bloccato ogni adeguamento tecnico dell’immobile. Incredibile comunque che una Associazione islamica potesse operare a sua insaputa, a patto che fosse realmente così visto che lo stesso Marini si è pubblicamente dichiarato a favore di un centro per musulmani”.
Il consigliere regionale leghista Andrea Bassi dà notizia dell’ordinanza numero 14 affissa all’albo del Comune di Monteforte, che blocca ogni lavoro sul capannone viste le incongruità riscontrate da una ispezione tecnica recentissima. “Gli interventi edilizi e impiantistici, estesi a tutta l’unità immobiliare, comportanti la trasformazione dell’immobile ad uso religioso/culturale o similare, sono irregolari: questo è quanto deduce l’ordinanza, che impone la sospensione di ogni lavoro sul capannone ad opera dell’Associazione islamica “Unione”.
“Mi chiedo ora – dichiara Bassi – se il sindaco Gabriele Marini non sapesse di quanto stava accadendo, e era sotto gli occhi di tutti. Che cioè sull’immobile si stavano realizzando (cito l’ordinanza) locali lavapiedi, attacchi di luce-.acqua e gas, piastrellature di un locale uso cucina, strutture in cartongesso orientate alla Mecca, e un podio in miniatura con scalini… una sorta di altare insomma. Ma come è possibile questo? Come è possibile che Marini abbia incolpato la Lega di propaganda perché denunciava i lavori illegittimi, e poi la giornalista che lo riportava perché a suo dire aveva capito male? Sono allibito da questa superficialità”.
“Se non si fossero accorte la Lega e l’opposizione di ciò che stava accadendo, dopo le segnalazioni degli imprenditori a mezzo stampa – conclude Bassi –, quel capannone in area industriale si sarebbe già trasformato in moschea, con un afflusso di centinaia di islamici in una zona deputata ad altra fruizione come accade da tempo a San Bonifacio. Mi chiedo se Marini prima o poi farà autocritica, ma temo sia sperare troppo da chi ignorava una moschea che gli stava sorgendo sotto il naso”.