Inaugurazione del nuovo centro ricreativo a Bussolengo.

Sabato 12 maggio alle ore 16 a Bussolengo si è tenuta l’inaugurazione di un nuovo centro ricreativo/culturale di matrice religiosa (islamica).
Erano presenti il console marocchino e dell’assessore comunale ai servizi sociali, Stefania Ridolfi.

Luogo di preghiera?

Per ammissione dei realizzatori, lo stesso sarà pure un luogo di preghiera, cosa che già i vicini hanno riscontrato in quanto i fedeli vi si recano più volte al giorno, la prima delle quali alle 4 del mattino.

La legge regionale.

Forse qualcuno dimentica che dal 2016 c’è una legge regionale che detta disposizioni sui nuovi luoghi di culto o i nuovi centri ricreativi/culturali. Qualunque sia il credo religioso, la legge stabilisce che i centri possano insediarsi solo in edifici che si trovano in aree del territorio previste dallo strumento urbanistico comunale.
Finché non ci sarà questa indicazione, l’elenco delle aree previste sarà ristretto.
Nel caso specifico di Bussolengo, comune dotato di PAT, sarà possibile solo nelle cosiddette aree a servizi, non certo in un condominio residenziale e che ospita attività commerciali.
Una zona assolutamente preclusa dalla nuova legge.


La legge regionale 12/2016

Partendo dal presupposto che tipo di strutture portano all’afflusso di persone (molto marcato, a seconda della religione e/o del periodo dell’anno) e ad un importante carico urbanistico aggiuntivo, la legge ha voluto porre in primo piano la viabilità e l’esistenza o meno di adeguati parcheggi.
La legge regionale 12/2016 ha posto sullo stesso piano tutte le religioni ed ha voluto evitare il “fai da te” in questo campo.

I compiti del Comune

Ogni comune ha il compito di identificare all’interno del proprio piano regolatore specifiche aree dove inserire e disciplinare questo tipo di attività, attraverso la stesura di un’apposita convenzione.
Questo per evitare che, da un giorno all’altro, in una tranquilla zona residenziale, i cittadini si trovassero a convivere con realtà che, senza entrare nel merito del credo religioso, potrebbero portare problematiche logistiche, viabilistiche e di disturbo alla quiete pubblica e successivamente, ahimè, generare situazioni di tensione e di scontro da scongiurare”.

Esposto presentato in Comune

Visto l’insediamento del centro in via Salvo d’Acquisto 24 a Bussolengo, nella corte davanti alla Pizzeria ‘La Passeggiata’, zona già oggi priva di sufficienti parcheggi e viabilisticamente non certo felice, con un esposto già presentato in Comune, ho chiesto:
– Quando e da chi è stato autorizzato questo centro?
– Cosa sta facendo il comune per garantire il rispetto della legge vigente?
– Cosa faceva all’inaugurazione l’assessore Stefania Ridolfi: è sicura che il centro potesse essere aperto in quel luogo?
– se la destinazione urbanistica dell’edificio fosse ritenuta compatibile (cosa su cui nutro parecchie perplessità), è stata sottoscritta la convenzione prevista dalla legge?
– È intenzione dell’amministrazione comunale proporre un referendum facoltativo sul tema, così come previsto dalla legge?
– Quando pensa infine di intervenire il sindaco Paola Boscaini per ripristinare la legalità?