Lo avevamo detto fin dal primo giorno: in quel capannone artigianale era in corso la realizzazione di una moschea senza che ciò fosse possibile, norme alla mano.
Fin da subito mi sono esposto personalmente, schierandomi dalla parte dei cittadini e degli artigiani della Val d’Alpone che si opponevano all’iniziativa. E non è stata una guerra di religione ma RISPETTO DELLE REGOLE.

Dopo le nostre incessanti richieste, finalmente il comune si era svegliato, ordinando dei controlli. Ovviamente evidenziarono ciò che noi avevamo denunciato e portarono alla sospensione dei lavori e al blocco del cantiere.
L’associazione islamica ha presentato ricorso contro tale sospensione al Tar Veneto, che lo ha respinto come riporta l’articolo dell’Arena del 1° luglio 2015. (Qui trovate la sentenza)

Articolo dell'Area sulla moschea di Monteforte
Finalmente il Consiglio di Stato ha scritto la parola fine sul progetto della moschea a Monteforte, stabilendo tra l’altro un interessante precedente per tutta una serie di casi che ora andremo ad analizzare. (Qui trovate la sentenza)

Per fortuna la mobilitazione prima degli imprenditori, poi dei cittadini e dell’opposizione hanno costretto il sindaco ad ordinare dei controlli che ovviamente hanno evidenziato che non si stava realizzando un bagno supplementare, come dichiarato nella SCIA, ma una vera e propria moschea.

Hanno vinto i cittadini e coloro che credono nel rispetto delle regole.