Venezia, 9 aprile 2015 – L’Unione Veronese Tartaro Tione, attiva già da prima che venissero fissate le norme per l’associazionismo obbligatorio con la legge regionale 18/2012, è definitivamente salva. “Stamane il Consiglio Regionale ha accolto un emendamento per inserire una ulteriore deroga rivolta alle unioni di comuni già esistenti e che, per varie motivazioni sopraggiunte (modificazioni territoriali dei comuni, calo demografico o recesso di uno o più comuni), vanno sotto al limite demografico minimo fissato a 5.000 abitanti complessivi di non oltre un 10%”. Lo afferma il consigliere veronese tosiano Andrea Bassi (Gruppo Misto).

“Lo scioglimento ormai imminente – dichiara Bassi – avrebbe portato ad una dispersione dei risultati, delle specificità e degli obiettivi raggiunti nel tempo e costretto i due comuni rimasti a far parte dell’unione, ovvero Erbè e Trevenzuolo, virtuosi precursori della fusione di funzioni e servizi comunali, a separarsi tornando a due gestioni autonome in netto contrasto con lo spirito di leggi nazionali e regionali che spingono invece in senso opposto. Ma questa norma ovviamente salva tutte le unioni di comuni esistenti che avevano o avranno lo stesso problema”.

“La situazione di questa unione era paradossale – prosegue Bassi -. Ricordo che oltre 10 anni fa questi comuni assieme a quelli di Mozzecane, Vigasio e Nogarole Rocca, hanno fondato l’Unione Veronese Tartaro Tione: nel 2006 il comune di Mozzecane è uscito dall’Unione, seguito nel 2007 dal comune di Vigasio. Nel frattempo, nel 2012, con la legge numero 18, il Consiglio Regionale è intervenuto in maniera organica per disciplinare la materia anche allo scopo di incentivare le unioni e le associazioni di funzioni e servizi (soprattutto con riferimento ai piccoli comuni) stabilendo, tra le altre cose: 1) che queste unioni dovessero avvenire tra municipi il cui numero minimo di abitanti complessivo fosse di almeno 5.000; 2) che questo limite entrasse definitivamente in vigore il 1/1/2015; 3) alcune deroghe al limite minimo dei 5.000 abitanti per i comuni montani e per le cosiddette isole alloglotte. Nel 2013, purtroppo, anche il comune di Nogarole Rocca è uscito dall’Unione. Ed ecco che qui nasce il problema: con l’uscita di Nogarole il dimensionamento dell’Unione (costituita ad oggi solo da Erbè e Trevenzuolo) risulta essere di 4.631 abitanti. Il paradosso quindi era che il primo clamoroso risultato pratico di una legge fatta per stimolare i piccoli comuni a consorziarsi ed unirsi è quello di far decadere una delle poche unioni di comuni già esistenti. Davvero incredibile, ma ora l’unione è salva grazie al mio emendamento, che peraltro anticipa e rende inutile il mio progetto di legge presentato a gennaio per sanare la questione”.