Solo chi non approfondiva le questioni poteva credere alle fiabe dell’ex Assessore Coletto.
Per chi come me, da anni, ha sempre tenuto alta l’attenzione sul nosocomio dell’alto lago di Garda e denunciato la pericolosa piega che stavano prendendo gli eventi, non è una sorpresa la riduzione dei posti letto alla struttura ospedaliera di Val di Sogno.
Malcesine è una storia con un triste finale già scritto.
La lenta distruzione della sanità pubblica nell’Ex ULSS 22.
Sono uno strenuo difensore del presidio sanitario di Malcesine.
Da tempo sostenevo che fosse in corso una lenta ma inesorabile opera di distruzione della sanità pubblica nell’ex Ulss 22, con la riconversione degli ospedali in centri sanitari e/o riabilitativi che piano piano vengono fatti scientificamente morire con una scusa o con un’altra.
Caprino prima, Malcesine oggi e Bussolengo domani e addirittura Villafranca dopodomani. Alla fine resteranno solo Negrar e Peschiera.
Forse il vero obiettivo era questo.
La false verità sul destino di Malcesine.
Su Malcesine invece rasentiamo quasi il ridicolo.
La cosa mi fa amaramente sorridere. Quando precedentemente lanciai allarmi sulla struttura dell’alto Garda, venni addirittura tacciato di essere un agitatore che usava un tema delicato come quello della sanità per spaventare la povera gente, senza alcuna motivazione perché, diceva qualcuno, ‘la scheda di Malcesine non si tocca, questo dev’essere chiaro‘.
Ebbene, alla luce dei fatti, comincia ad essere chiaro chi diceva la verità e chi invece ha preso in giro i cittadini.
E per chi avesse dubbi ci sono i verbali delle commissioni, i documenti scritti, le (poche) risposte date alle mie interrogazioni e parecchi articoli di giornale e/o comunicati stampa.
I tagli sul nosocomio Val di Sogno.
Il primo atto di questa direzione generale su Malcesine, con l’implicito assenso dell’ex assessore Coletto, fu quello di bloccare i lavori di ristrutturazione che erano stati finanziati a fine 2015 e che, successivamente, vennero eseguiti con un taglio dell’importo a base di gara di quasi 2/3: non di certo un inizio rassicurante.
Se poi aggiungiamo i poliambulatori fantasma, i 21 posti letto riabilitativi che vengono sospesi o spostati e, quest’ultima incredibile vicenda, tutto appare chiarissimo: l’obiettivo di lungo periodo, anzi ormai di medio periodo, è quello di chiudere baracca e burattini.
Quali sono le intenzioni della Regione Veneto?
Ho presentato un’interrogazione a risposta scritta per capire una volta per tutte quale sia la volontà della Regione su Malcesine.
Auspico che il neo-Assessore Manuela Lanzarin faccia finalmente chiarezza.
In Italia non c’è nulla di più definitivo di una soluzione temporanea.
Temo che il caso Malcesine non sarà da meno.
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