Venezia, 10 marzo 2015 – “Su una cosa sola don Mario ha ragione: un buon cristiano è anche un buon cittadino. E un buon cittadino rispetta le leggi. In questo caso le leggi e il buonsenso dicono che in un capannone industriale non può nascere un luogo di culto clandestino e senza presìdi di sicurezza. Don Mario se ne faccia una ragione, e consenta ai tecnici comunali di bloccare i lavori irregolari su quell’immobile, senza dare giudizi su chi chiede che le regole siano rispettate”. Così il consigliere regionale leghista Andrea Bassi in merito all’omelia domenicale del parroco di Monteforte, che ha stigmatizzato chi ha aderito alla raccolta firme contro il centro islamico in area industriale.
“Qua non si parla di vietare il culto – prosegue Bassi -, perché l’Associazione Unione non ha chiesto di costruire una moschea con tutte le autorizzazioni del caso. A Monteforte come a San Bonifacio, gli islamici vogliono creare una scuola, un centro per funerali o un luogo di preghiera in un capannone industriale, senza rispettare le leggi vigenti. Non funziona così, caro Don Mario. Allo stesso modo per cui i suoi fedeli che volessero fare una processione (ad esempio della via Crucis per le strade del paese) debbono chiedere autorizzazione. O chi costruisce una chiesa deve farlo con le dovute regole. Questo è vivere civile e rispetto della legge, su cui si basano la società e la nostra Costituzione”.
“La questione non è che gli Islamici chiedono di aprire una moschea e viene negato. Qui ci sono moschee camuffate da associazioni di promozione sociale, quando queste ultime dovrebbero invece avere determinate regole, scopi e soprattutto impatti. I capannoni sono inseriti urbanisticamente in aree dedicate alla produzione di beni e prodotti, non esistono per diventare luoghi di culto. Vediamo il caso di San Bonifacio, dove si son creati problemi viabilistici e di parcheggio, dove le persone entrano in numero nettamente maggiore agli spazi e non vengono controllate (per legge dovrebbero avere la tessera!). All’interno non si sa cosa succede e se l’eventuale somministrazione di cibi e bevande avvenga nelle regole, si celebrano addirittura funerali con dubbio rispetto delle norme cui tutti noi ottemperiamo. Per non dire del tormento che i vicini devono sopportare tutti i venerdì e durante il ramadan. A S. Bonifacio il sindaco non controlla e non agisce, a Monteforte è stato costretto a farlo dopo gli interventi degli imprenditori e della politica di opposizione… Don Mario Costalunga si rassegni: rispetto il suo ruolo di pastore di anime, ma quello dell’amministratore vuole il rispetto della la legge, altrimenti si scivola nel degrado e nell’anarchia”.