“Il mio voto favorevole al provvedimento relativo al solo Parco Colli è stato dettato dalla volontà di non lasciare senza copertura economica gli stipendi dei lavoratori, oltre che da un vincolo di maggioranza. Rimango tuttavia fortemente perplesso sulla correttezza di tale procedura, che destina tutte le spese di investimento ad un unico parco (principalmente per giustificare l’assunzione di personale a tempo determinato), ed invito tutti ad adoperarsi per giungere ad una soluzione in grado di fornire una risposta definitiva a questi lavoratori”. E’ quanto precisa il Presidente della seconda commissione Andrea Bassi dopo il via libera ai due provvedimenti della Giunta per i contributi annuali agli enti gestori dei parchi regionali, il primo relativo alle spese correnti e il secondo alle spese per investimento.
“Nonostante avessi votato contro la richiesta di sospensione della commissione la settimana scorsa – aggiunge il consigliere regionale – ritengo oggi molto importante l’approfondimento fatto nell’arco di tempo trascorso tra le due sedute, perché ha permesso di far luce su alcuni dettagli poco chiari della procedura che riserva i fondi al Parco Colli. Nel contempo, però, respingo con forza alcune illazioni che addebitano la causa degli mancati stipendi dei lavoratori dei parchi a questa traslazione di pochi giorni del parere della commissione: di sicuro non sono stati i 6 giorni di legittima sospensione a causare il problema”.
“Tuttavia – sottolinea Bassi –, devo ammettere che tra la prima e la seconda seduta della commissione i miei dubbi sul secondo provvedimento riferito al Parco Colli sono di fatto aumentati. Pertanto, sulla base delle informazioni assunte nell’ultima seduta e in attesa di esaminare i documenti (tra cui i bilanci degli ultimi 5 anni dell’Ente) richiesti dal consigliere Cortelazzo, sono orientato a convocare una commissione ad hoc alla prima occasione utile, in modo da approfondire ulteriormente la vicenda del Parco ed evitare così che una simile situazione possa puntualmente riproporsi il prossimo anno, concordando un iter velocizzato per l’analisi dei vari progetti di legge di riforma dei parchi”.
“Se poi, anche nel prossimo futuro, si dovesse continuare con questo tipo di prassi – conclude Bassi -, chiarisco fin d’ora che il mio voto sarà assolutamente contrario, perché dopo tre anni di avvisi al mittente è giunta l’ora di cambiare”.