Bussolengo, 19 novembre 2014 – “Libera Chiesa in libero Stato” disse Camillo Benso conte di Cavour….

Ho sempre sostenuto, e non mi rimangio certo tutto ora, che la Chiesa abbia il diritto come un qualsiasi portatore di interessi di dire la sua opinione sui fatti della politica e della società. Ho rispettato dunque l’intervento di don Costa su L’Arena di domenica (vedi sotto, clicca sulla foto per ingrandirla in formato leggibile), che illustrava la sua posizione con pacatezza e rispetto, non replicando minimamente; quindi rispetto anche l’opinione odierna di don Berti (vedi sotto) che considero però, oltre che non condivisibile, anche fuori luogo.

Troppo facile infatti, come spesso fanno una certa sinistra (certa perché, tra i 400 firmatari di domenica ci sono anche alcune persone che si sono dichiarati elettori di sinistra stufi di questo atteggiamento buonista) e certi sacerdoti, affermare che bisogna rispettare, accogliere e soccorrere lasciando però ad altri (in questo caso lo Stato) il compito di sostenerne lo sforzo economico.

Ma in realtà è un’altra la cosa che mi ha dato parecchio fastidio: come il sottoscritto rispetta le idee altrui, qualificandole semplicemente come diverse dalla mia, pretendo che pure gli altri facciano altrettanto. Quindi se le “X” al posto delle firme che comparivano nella vignetta hanno lo scopo di denigrare i firmatari bollandoli come ignoranti e analfabeti, penso che non si tratti più di una legittima opinione ma di un’offesa ai cittadini. Penso quindi che le sue scuse immediate non tanto a me, ma ai firmatari, siano un atto dovuto anche considerando il fatto che molti di essi sono fedeli che hanno firmato appena usciti da messa…

Articolo di don Costa, l’Arena del 16.11.2014:
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La vignetta di don Berti, L’arena del 19.11.2014:

Profughi ecco la vignetta del parroco